Luglio 28, 2010 on 2:14 pm | In Altro | Comments Off
«Il Babbo Natale verde è sceso nel nostro territorio per regalare non solo un “sacco di soldi” ai comuni, ma anche per coronare un sogno: poter disegnare la Piacenza del terzo millennio. Il federalismo demaniale, nonostante le critiche disinformate e maliziose del sindaco Reggi e dell’onorevole De Micheli, si sta rivelando una piacevole sorpresa per i comuni del Nord e, soprattutto, una promessa mantenuta della Lega Nord». Così il deputato del Carroccio Massimo Polledri sulla pubblicazione della prima lista dei beni patrimoniali dello Stato che verrà aggiornata ogni due settimane per ricevere veste definitiva a fine anno.
«Oltre alle aree militari – commenta il parlamentare leghista – oggi possiamo aggiungere altre porzioni di territorio al vasto progetto che ridisegnerà a costo zero la Piacenza che vorremmo per i nostri figli. E tutto grazie ai ministri Umberto Bossi e Roberto Calderoli . Due anni fa, in occasione di una visita piacentina Bossi e il ministro Giulio Tremonti avevano anticipato che le prime chiavi consegnate dallo Stato ai sindaci sarebbero state quelle di alcuni immobili del piacentino. Il sogno allora concepito oggi trova pieno compimento. Aspettiamo i commenti disinformati dell’invidioso di centrosinistra di turno».
Luglio 26, 2010 on 9:20 am | In Altro | No Comments
Nei giorni scorsi una ricerca promossa dal Pd e illustrata nella sede piacentina del partito dall’onorevole Paola De Micheli ha cercato di mostrare, inutilmente, gli effetti su 24 comuni dell’autonomia finanziaria. Effetti che, per i “democratici”, sarebbero da tradursi in una diminuzione delle entrate correnti pari al 15,9 per cento.
Come sempre accade, ricerche e studi che partono da assunti ideologici portano a risultati erronei. Il popolo di Bersani, tutto concentrato a cercare nuovi elementi per avvalorare l’incessante litania dei tagli ai comuni, è incappato in sviste grossolane. L’Imposta unificata sugli immobili, nel mirino degli approfondimenti “democratici”, infatti, non può essere considerata come l’unica voce che indichi la consistenza della fiscalizzazione delle entrate comunali, che potranno contare anche sul gettito derivante da una tassazione forfettaria dei redditi da locazione (cedolare secca sugli affitti al 23 per cento) e quello proveniente dalla sempre forfettaria tassazione al 5 per cento sulla regolarizzazione degli immobili nascosti al fisco, che il nuovo provvedimento aiuterà a far emergere. Due capitoli che frutteranno ai municipi almeno 5miliardi di euro. Con l’introduzione della nuova imposta sulla casa i sindaci avranno una maggiore autonomia impositiva: potranno infatti decidere se variare in su o in giù l’ammontare delle aliquote e, quindi, il gettito fiscale. In questo modo i primi cittadini avranno un incentivo in più per combattere efficacemente il sommerso e l’abusivismo che gravita attorno al settore edilizio. Le migliori premesse per aumentare la base imponibile e, conseguentemente, il gettito derivante dall’applicazione della stessa Imu.
In Italia, in base a una valutazione del Sole24Ore, sarebbero circa 530 mila le locazioni per abitazione principale non denunciate, per circa 850 milioni di Irpef non incassata. Sul fronte delle seconde case i milioni non incassati sarebbero 750. Nel complesso la nuova imposta garantirà alle amministrazioni 28,9 miliardi di euro e, al netto di Ici seconda casa, Tarsu, Tia (che già oggi confluiscono annualmente nelle casse territoriali), porterà nei confini comunali 13,6 miliardi di euro, che attualmente i proprietari di immobili versano direttamente allo stato.
Il fondo perequativo per i piccoli comuni (già previsto e in fase di messa a punto) e l’introduzione del principio dei costi standard assicureranno parità di condizioni e giustizia nel trattamento di tutti i sindaci e dei rispettivi cittadini. Come si vede la misura è perfettamente in linea con le tappe del federalismo fiscale indicate dai ministri Roberto Calderoli e Giulio Tremonti: attribuire ai comuni la titolarità, oggi statale, dei tributi dei comparti territoriale e immobiliare e concentrarli in un unico adempimento (attualmente si contano 45 differenti fonti di gettito tra regionale, provinciale e comunale). Nessun aumento per i cittadini, ma solo semplificazione e mantenimento delle risorse. Ora si capiscono le preoccupazioni della sinistra: dal momento che il federalismo realizza la coincidenza tra cosa amministrata e cosa tassata, le amministrazioni rosse non potranno più continuare ad attuare politiche clientelari (i cui costi ricadono sulla fiscalità generale) che servono a controllare i voti.
Luglio 23, 2010 on 3:04 pm | In Altro | No Comments

«Se il futuro del Pd è Nichi Vendola noi siamo sereni». Nel giorno dell’arrivo del governatore della Puglia a Piacenza dall’emittente RaiNews24 il deputato leghista Massimo Polledri ha commentato così le parole del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che ieri accusava il Governo di «non avere un orizzonte davanti». «Il nostro orizzonte – ha detto Polledri, incalzato dal direttore dell’emittente, Corradino Mineo – è il federalismo, il collante per tenere unito il Paese, una medicina importante, probabilmente amara per qualcuno perché implica il cambiamento, che non tutti vogliono».
Altro capitolo d’attualità: l’annuncio di Sergio Marchionne di «fare in Serbia la monovolume», che sta scatenando reazioni politiche e sindacali. «La Fiat dovrebbe ricordare – ha sottolineato il parlamentare piacentino – che questo Paese le ha voluto molto bene, tra 10mila miliardi di vecchie lire di finanziamenti statali e casse integrazioni. Non mi stupisce che Fiat miri a fare i suoi interessi, ma dovrebbe dimostrare più amore verso il Paese».
Polledri ha tagliato corto sul tema intercettazioni: «Una legge che ci consentirà di fare chiarezza. Mi pare che così com’è la situazione non poteva andare avanti: delle conversazioni private della Falchi e di Ricucci francamente ne vogliamo fare a meno. Facciamo la legge, ma che non sia motivo di strappi con il Paese. E su Gianfranco Fini: «Penso che questo continuo canto e controcanto non faccia bene a nessuno. Gli italiani ci chiedono riforme, dei personalismi se ne infischiano. Questo incessante “parlarsi addosso” è solo controproducente».
Luglio 21, 2010 on 2:03 pm | In Altro | No Comments

«Ancora cristiani perseguitati ed uccisi. Non si arresta la lunga catena insanguinata di ingiustizia attorno al mondo che colpisce le vittime della libertà religiosa».
Così il deputato leghista Massimo Polledri, vicepresidente dell’associazione “Amici del Pakistan”, a poche ore dall’uccisione a Faislabad del pastore protestante Rashid Emmanuel e del fratello Sajjad, freddati dai talebani fuori dal tribunale che li aveva appena assolti dal reato di blasfemia. «Esiste un problema di persecuzioni che le istituzioni non possono tacere – afferma l’onorevole del Carroccio –. La legge anti-blasfemia ha conseguenze micidiali, basta una denuncia e si rischia la pena di morte. Nel paese spadroneggiano gruppi sunniti estremisti che hanno come bersaglio privilegiato i cristiani. Non possiamo rimanere a guardare: il Governo deve muoversi attivamente per spezzare questa catena di ingiustizia e persecuzioni. Dal parlamento mi aspetto una risoluzione umanitaria».
Luglio 20, 2010 on 9:31 am | In Altro | Comments Off

Un semaforo all’incrocio tra via Diete di Roncaglia e via Nino Bixio e una rotonda all’uscita del ponte provvisorio per consentire a chi arriva dalla sponda lombarda di potersi dirigere direttamente verso il cimitero. La proposta arriva dal deputato leghista e consigliere comunale Massimo Polledri, autore questo pomeriggio di un sopralluogo in zona, che ha fatto seguito ad alcune segnalazioni espresse dagli abitanti e dagli automobilisti e alla preoccupazione per i frequenti sinistri nell’area.
«Ragazzi, genitori con bambini e anziani – spiega Polledri – quotidianamente percorrono via Nino Bixio e via Del Pontiere per raggiungere le società canottieri, a piedi e in bicicletta. Parecchi incidenti si sono già verificati, così com’è la viabilità in accesso e uscita induce gli automobilisti a manovre pericolose e non consentite, creando disagi al traffico e, soprattutto, situazioni di grande pericolo. Occorre agire in fretta, al comune chiediamo di installare un semaforo nell’incrocio cieco alle porte della “Nino Bixio” e una rotonda che consenta per chi arriva da San Rocco di voltare a sinistra, senza cercare scorciatoie irregolari con pericolose inversioni a “U” in via del Pontiere. Chiediamo anche maggiore attenzione per l’intersezione all’imbocco del sottopassaggio, sembra studiata apposta per confondere gli automobilisti».
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