POLLEDRI E FOTI PORTANO IN PARLAMENTO I RITROVAMENTI DELL’AREA EX ENEL

Marzo 7, 2010 on 3:24 pm | In Altro | No Comments

«Le nuove volumetrie di palazzo Ex Enel impattano fortemente sulla struttura del centro storico e sui reperti trovati nell’area nel gennaio scorso». Lo sostengono i deputati piacentini Massimo Polledri (Lega Nord) e Tommaso Foti (Pdl) che nei giorni scorsi hanno presentato un’interrogazione al ministro Sandro Bondi in cui chiedono al titolare del dicastero dei Beni e delle attività culturali se «non ritenga opportuno assumere le informazioni di competenza» sugli effetti degli interventi al centro della contestata pratica di viale Risorgimento. In particolare i parlamentari di centrodestra domandano al ministro «se intenda chiarire a quali effettivi rischi siano sottoposti i ritrovamenti archeologici, considerato che verrebbero a trovarsi in corrispondenza del secondo livello delle autorimesse interrate e considerato che nel parere della Soprintendenza per i beni Archeologici dell’Emilia Romagna si prospetta la possibilità di controlli stratigrafici nell’area circostante le strutture e possibili integrazioni documentali grafiche e fotografiche, a conferma del rischio che tale operazione possa per essi comportare».
Nella formale richiesta viene riportata, in premessa, una dettagliata ricostruzione della pratica del complesso immobiliare nel mirino della querelle tra il consigliere comunale Giacomo Vaciago e il vicesindaco Francesco Cacciatore.
«Il 7 febbraio 2007 – si legge nell’interrogazione – la società Dalmazia Trieste alienò alla Demofonte Srl» diversi immobili in zona viale Risorgimento angolo via Campo della Fiera. Un patrimonio originariamente in mano al gruppo Enel e stimato 5,4milioni di euro. Il 28 settembre dello stesso anno – continua il documento presentato dai due parlamentari – la società Demofonte rivende l’immobile alla immobiliare Campo della Fiera Srl alla cifra di 9.350.000 euro, «con un notevole incremento del valore dell’immobile e quindi con un notevole margine di guadagno». «A seguire la società Immobiliare Campo della Fiera Srl» – presentando un piano di recupero che prevedeva la ricostruzione complessiva del fabbricato - «richiese la variante della classificazione urbanistica dell’immobile in oggetto da “servizi urbano territoriali: sedi amministrative” a “tessuto del centro storico”».
Nel corso dei lavori, il 19 gennaio dell’anno scorso, vennero ritrovati resti di mura di epoca repubblicana. La soprintendenza diede sostanzialmente il suo benestare a procedere vincolando la realizzazione dell’opera ad accertamenti stratigrafici preventivi. Una decisione a cui fece seguito anche la sofferta approvazione del piano di recupero nella seduta consiliare del 26 ottobre 2009. «La variante al Prg – ad avviso degli interroganti – pone in serio pericolo l’attuale assetto e conservazione del centro storico posto che si accrescono notevolmente le volumetrie esistenti (da 2470 metri quadri a 6900 metri quadri) impattando fortemente sulla stessa struttura del centro storico nell’area».

POLLEDRI ALLA SITAV. IL PRESIDENTE: “IN PROGRAMMA PIÙ DI 50 ASSUNZIONI”

Febbraio 26, 2010 on 6:08 pm | In Altro | No Comments

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Alla faccia della crisi. L’azienda Sitav di San Nicolò, specializzata nella costruzione di vagoni e motrici di treni, tram e metropolitane, ha in programma nell’immediato 50 assunzioni. La realtà imprenditoriale alle porte della città è stata al centro di una visita di questo pomeriggio del deputato leghista Massimo Polledri e, vista l’espansione e le commesse crescenti, sta ampliando a dismisura l’organico, che si intende “fidelizzare”. «La nostra è un’azienda solo ed esclusivamente di persone a tempo indeterminato – spiega il presidente Giuseppe Galatea, affiancato dai collaboratori Guido Ghiglia e Pietro Oliva –. Lo dimostrano i numeri: dei 418 dipendenti, 300 non hanno contratto a scadenza»
«Cerchiamo gestionale e manodopera, dagli ingegneri a operai, meccanici, elettricisti».
Sette mesi fa negli attuali 60mila metri quadrati dove oggi sorgono i capannoni aziendali non c’era nulla. Oggi sette binari garantiscono il transito dei treni in costruzione, dalla Danimarca è arrivata una commessa per cento treni ed è stata vinta una recente gara d’appalto per il restyling di altrettanti tram in uso all’Azienda trasporti milanesi.
«Un ottimo esempio di impresa ad alta specializzazione legata alla logistica – ha commentato Polledri –. Abituati, come siamo, a vedere aree logistiche che occupano milioni di metri quadrati di territorio e danno occupazione, sì e no, a pochi extracomunitari, ci sono anche ottimi esempi – in tempi di crisi – di aziende che utilizzano manodopera specializzata, con caratteristiche a basso impatto e in grado di trarre il meglio da una zone poco fruibili. Bisognerebbe valorizzare simili realtà, constato invece che, da parte dell’amministrazione di Rottofreno, strutture e piazzale di proprietà comunale su cui si affacciano i capannoni vengono lasciati al totale degrado».

QUANTA NOSTALGIA PER IL FILIBERTO - CIPOLLINA

Febbraio 22, 2010 on 2:42 pm | In Altro | No Comments

Eravamo abituati a vedere il rampollo di casa Savoia tra un’oliva e un tapiro, volteggiare a suon di balzer su Raiuno, popolare i talk show da pop corn domenicale e tappezzare, col suo volto, i manifesti elettorali di campagne elettorali destinate all’insuccesso. Vederlo nella veste di paladino della nazione sul palco dell’Ariston fa un certo effetto. Viene da chiedersi se sia la consueta, irrefrenabile, pulsione all’apparire, declinata in salsa monarchica o se l’erede si senta davvero investito di qualche autorità per cullare lo Stivale a suon di note.
Se è l’ultimo capriccio principesco, lasci stare: i tripudi monarchici non sono di questi tempi, almeno da noi. Ma se Emanuele Filiberto si sente investito di qualche autorità derivante dall’essere erede dei Savoia allora fiato alle ugole e avanti con le proteste.
La memoria non si cancella. Il bisnonno Vittorio Emanuele III ha più di un peccato da farsi perdonare dall’Italia: leggi razziali, il fascismo, il complice silenzio che avallò – nei fatti – nefaste campagne militari. Dal deserto dell’Africa del nord, alle montagne dell’Abissinia, passando attraverso le steppe e le nevi dell’Ucraina. Vittorio Emanuele II ci ha consegnato un’unità maldestra, osteggiata dallo stesso Cavour.
Pupo e Canonici masticano musica da un po’, se al posto di Filiberto ci fosse stato un degno collega dei due il risultato sarebbe stato lo stesso? Un volto di stirpe regale può fare notizia, ma non può cancellare il passato, tantomeno essere garanzia di doti canore. Se uno ha il sangue blu mica per forza deve avere anche le corde vocali d’oro.
Ora che il trio si è aggiudicato l’argento sanremese, chi fermerà l’egocentrismo con la corona? Filiberto potrà indossare giacche tricolori, potrà cantare a una platea sterminata che «l’Italia oggi si specchia più serenamente nella sua storia» ma la nostra unica nostalgia sarà quella per i bei tempi in cui la faccia del rampollo compariva tra un’olivella e una cipollina.

«LA GIURIA POPOLARE? ALMENO ORA QUALCHE FORTUNATO RIUSCIRÀ A PARLARE COL SINDACO»

Febbraio 18, 2010 on 11:10 am | In Altro | No Comments

«La giuria popolare voluta da Reggi? Almeno ora ci sarà qualche fortunato che riuscirà a parlare con il sindaco, l’amministrazione è arrivata addirittura a eliminare i contatti diretti dall’elenco telefonico per non avere “scocciature”, lo ha denunciato lo stesso Galvani in consiglio». Così – alla vigilia dell’apertura dei lavori dei “giudici popolari” voluti dal sindaco – il deputato e consigliere comunale leghista Massimo Polledri esprime la sua posizione sull’iniziativa.
«Se non altro – ironizza il parlamentare leghista – per qualcuno ora ci vorranno meno dei consueti sei mesi per ottenere un ricevimento da Reggi e dagli assessori, al contrario dei canonici quattro-giorni-quattro (tempo tecnico per consentirmi di svolgere l’incarico parlamentare a Roma) necessari per incontrare il sottoscritto».
«Come giudico il progetto? Sia chiaro, ascoltare i cittadini è sempre importante e il loro giudizio sempre prezioso, ma non può trattarsi di un costoso meccanismo a scadenza. 70.500 euro, faccio notare, non sono pochi. E sono sicuro che, alla fine, su ordine di scuderia del generale, risulterà che il rancio è ottimo e abbondante».

«SERVE UN PIANO D’INTEGRAZIONE»

Febbraio 17, 2010 on 12:18 pm | In Altro | No Comments

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«Oggi più che mai serve un piano d’integrazione e ai primi posti ci devono essere legalità e salvaguardia dei diritti delle donne». Il parlamentare leghista Massimo Polledri lo ha detto a Rainews 24, ospite del “Caffè” del direttore Corradino Mineo, in collegamento dagli studi “Cravedi” di Piacenza. Hanno partecipato al dibattito anche Jean-Léonard Touadi, collega del Partito democratico e don Virgilio Colmegna, già direttore della Caritas ambrosiana.
«”Rastrellamento” – ha detto Polledri – è una parola che suona malissimo, ma non per questo va messa da parte la riflessione. L’immigrazione presente è nata a causa dell’intenzione di qualcuno di avere manodopera a basso costo ed è proliferata con la complicità dei pensatori dei salotti buoni. Non si è scelto, ed è stato consentito a delinquenti e criminali di entrare nel paese. Risultato: oggi ci troviamo con il 50 per cento delle carceri popolate da extracomunitari». La ricetta? «Condivisibile quanto ha detto il cardinal Biffi: pensare a un’immigrazione più omogenea, perché si riesce ad amalgamare solo ciò che è culturalmente omogeneo. Certo, saremmo tutti un po’ più sicuri se i magistrati ci affiancassero nell’applicazione delle leggi che contrastano l’immigrazione clandestina – ha aggiunto Polledri – e se non si mettessero costantemente in dubbio i presupposti fondanti della nostra identità, il crocifisso alle pareti piuttosto che l’abitudine a cibarsi di determinate carni, macellate in un certo modo. Il futuro? Partire dalla nuove generazioni, dalle scuole e dalle donne, per garantire loro sicurezza tra le mura di casa, lavoro e diritti».

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